More Perfect – Alla scoperta della Corte Suprema degli Stati Uniti

( Mitch Boyer )

“How does an elite group of nine people shape everything from marriage and money, to safety and sex for an entire nation?”

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New York Times Co. contro Stati Uniti” – questa è l’asciutta denominazione del caso che, nel 1971, segna l’inizio della fine della presidenza Nixon. Il quale dalla padella dei Pentagon Papers passerà poi alla brace del Watergate. Il caso è al centro del recentissimo The Post, prequel virtuale de Tutti gli uomini del Presidente; ed è stato deciso dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. La Corte Suprema statunitense è un’istituzione antica, sebbene la Costituzione ne regoli il funzionamento in modo assai vago (nell’articolo III); e nel tempo ha acquistato un ruolo decisivo nella scena non solo giudiziaria, ma anche politica.

More Perfect è il podcast che ripercorre la storia della Corte attraverso i casi più emblematici o più controversi del XX secolo (con l’unica eccezione di Marbury v. Madison, che racconta l’origine della Corte così come la conosciamo). Il podcast, curato e prodotto dal team RadioLab di WNYC, dedica ogni puntata ad un singolo caso trattato dalla Corte Suprema.

un podcast per molti, anche se non per tutti.

Con un po’ di ritardo e molto scetticismo ho ascoltato la prima puntata, convinto che rendere avvincente un argomento così tecnico fosse facile quanto mettere in musica un manuale di diritto amministrativo. Mi sbagliavo.

La prima puntata si apre con il botto: un’indagine sulle aziende farmaceutiche che producono il cocktail somministrato durante le esecuzioni capitali. I nove giudici nominati a vita della Corte Suprema – follow them on twitter! – sono chiamati in causa quando, terminate le scorte del cocktail omologato,  i vari governi nazionali corrono ai ripari per procurarsi altri farmaci meno collaudati e un po’ meno legali; questo apre il dibattito su cosa significhino le 3 semplici parole, “cruel and unusual punishment”, scritte nella Costituzione.

A majority of “we the people” (61 percent, to be exact) are in favor of having the death penalty, but inside the Supreme Court, opinions have evolved over time in surprising ways.

Senza risparmiare inchieste giornalistiche degne del Washington Post e incursioni a sorpresa nelle aziende farmaceutiche, l’emissione snocciola il cruciale tema della “punizione legale” così come è stato interpretato da #SCOTUS. Tra i vari documenti portati alla luce vi è quello in cui alcuni ufficiali della California a corto di stock supplicano i loro omologhi in Arizona affinché procurino loro alcune dosi letali per future esecuzioni. Ottenuto il favore, li ringraziano con la giocosa formula you’re life savers. Come questo, tutti i documenti relativi alle inchieste sono segnalati e scaricabili: verbali, ordini esecutivi, articoli di giornale.

more perfect - life savers
L’ufficiale californiano ringrazia il suo alter-ego dell’Arizona per avergli procurato alcune dosi di cocktail per le esecuzioni capitali.

Le puntate seguenti mantengono alto il ritmo, pur trattando di tutt’altri temi. Ogni caso diventa narrazione, e di ogni narrazione aspettiamo di scoprire il finale; il podcast riesce nell’impresa di rendere avvincente il lavoro della Corte Suprema, rivelandosi un’emissione per molti, anche se non per tutti (grazie a Nebo per la bella espressione).

Una panoramica storia per storia.

In sintesi, per ogni caso preso in esame la documentazione è rigorosa e include ove possibile interviste ai diretti interessati, registrazioni audio e i verbali dell’epoca. Tutto questo materiale è integrato con un montaggio originale e d’impatto; l’impatto si rivela decisamente efficace, e la trasmissione ci fa curiosare nei meccanismi della Corte Suprema, che troppo spesso appaiono “intoccabili e addirittura impenetrabili”.

Dopo la puntata d’esordio la serie prosegue con altre cinque inchieste su temi svariati, ed è seguita da una seconda stagione attualmente in onda. Nel complesso le esplorazioni del team di More Perfect spaziano dalle politiche adottive alle leggi amministrative sulla gestione delle circoscrizioni elettorali; dai diritti umani alla “Batson rule” contro le discriminazioni razziali in aula, passando naturalmente per il tema più che mai attuale della regolamentazione della armi da fuoco. Insomma, tutti gli ambiti della vita sociale che sono stati in qualche modo regolati dalla Corte Suprema.

More perfect: ibrido di giornalismo “watchdog” e divulgazione storica.

Tengo a precisare che l’emissione non è agiografica. Benché da un lato metta in risalto le personalità ingombranti e geniali della storia della Corte Suprema, e il ruolo solennemente sociale di quest’ultima, d’altra parte evidenzia come i suoi verdetti lascino spesso ampie zone d’ombra, o non risolvano del tutto le ambiguità legislative. Il taglio in effetti rispolvera la nobile tradizione della democracy dies in darkness, proprio sulla scia del Washington Post, con tanto di fiducia nelle possibilità di correggere progressivamente la rotta; il che ben si coniuga sia con la precisione e la profondità dell’indagine storica di taglio più accademico (nerd), sia con la sfumatura di “educazione civica” dell’emissione.

Insomma, grazie a More Perfect la Corte, per quanto suprema, risplende prima di tutto come impresa di uomini. Esposta come ogni altra a fallimenti, critiche e correzioni.

 ( Mitch Boyer )

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Sul sito si possono riascoltare tutte le puntate (l’interfaccia è abbastanza comoda anche da mobile) nonché scaricarle (ci sono riuscito solo da PC). Anche l’account facebook ripropone le puntate e altro materiale relativo alla Corte Suprema.

Ringrazio il mio collega Marc Goetzmann per avermi segnalato il podcast.

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